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La versione di Barney di Mordecai Richler

31 Gennaio 2011 31 commenti

images.jpegmordecaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiHo letto questo libro dieci anni fa. Mi è stato regalato da Pieluigi, prezioso amico, per il mio ventottesimo compleanno. Il romanzo fa la sua comparsa in Italia nel 1997, ma nel 2001 si impone anche sul panorama italiano in maniera prepotente anche a causa della scomparsa del suo geniale autore. Ripenso a ‘La versione di Barney’ davanti alla locandina del film che si ispira al romanzo. La vicenda è quella di Barney Panofsky che scrive la sua storia per difendersi da un’accusa di omicidio e da altre imbarazzanti menzogne diffuse dal suo nemico di sempre: Terry MecIver. E cosi nel raccontare ripensa alla sua vita allegra, trasgressiva e poco cristallina nel quartiere ebraico di Montreal, nei primi anni ’50, alle sue tre mogli, dedicando ampio spazio a Miriam che adora e che lo ha appena lasciato. Quella di Barney è anche una storia di debolezze ed idiosincrasie sbandierate senza remore, in cui l’ironia domina l’intreccio. L’approccio con questa meraviglia letteraria deve essere cauto, ho dovuto cominciarlo più volte perché nelle prime 50 o forse 60 pagine si ha uno sviluppo della storia apparentemente sconclusionato ed incoerente che può mettere a dura prova la pazienza del lettore, superato lo scoglio succede, però, l’imprevedibile: si apre una porta che conduce in un mondo a tutto tondo, nel quale la logica dell’intreccio ritrova il suo registro e si ha un allineamento delle finte contraddizioni impeccabile, portando il lettore a vivere con quel testo un rapporto simbiotico (per capirci ti segue anche in bagno), un po’come avviene con le immagini stereoscopiche, quelle che, per intenderci, celano un’immagine arcana che una volta messa a fuoco scaraventa chi guarda in una dimensione dalla consistenza liquida che sorprende e appaga. Credo che andrò a vedere il film sperando che non vengano adulterati lo spirito e le intenzioni dell’autore, in caso contrario potrei mettermi ad urlare durante la proiezione