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Cerca (mi) oltre di Rossana Mura

21 Marzo 2011 152 commenti

images.jpegrossanaRossana scrive da sempre. A 14 anni scrive un breve racconto, ma la forza che la pervade ha la necessità di trovare altra forma per poter comunicare “l’ira funesta” che condiziona la sua esistenza. Ed è così che inizia a comporre versi, perché, come Rossana dice, alla forma poetica corrisponde uno sprazzo di luce, la poesia diventa quasi una forma allucinogena per espellere sensazioni, liberatasi delle quali può riappacificasi con sé stessa, uno sfogo, quindi, che si evolve in catarsi. I suoi pensieri talvolta prendono forma durante stati incoscienti terminati i quali l’impulso a trasferirli su carta bloccandoli è indomabile, come una palla di fuoco che nel formarsi raggiunge il punto prossimo all’esplosione, in quel momento Rossana avverte un impulso a tradurre il suo pensiero in parola scritta e scrive… Rossana scrive in modo ermetico, non lineare, la sua è una scrittura di getto, ma molto diretta e questo crea un rapporto empatico ed immediato con chi legge. Chiedo a Rossana cosa c’è oltre ad un impeto che non controlla e che la porta ad darsi utilizzando come mezzo proprio quello poetico, mi risponde che oltre ad un’esigenza intima e personale, alla base esiste una domanda. Pare si sia chiesta in che modo potesse contribuire a lenire il malessere sociale. La risposta risiede sul fatto che ognuno può offrire quello che di cui dispone, lei offre pensieri e parole. L’interesse per la sfera sociale mi pare molto presente in Cerca (mi) oltre, si avverte infatti un’apertura maggiore verso l’altro anche se non viene mai rinnegata la dimensione privata prevalente nei suoi primi scritti contenuti nella raccolta Luci ombre (o) strappi che vi segnalo caldamente al fine di avere la possibilità di conoscere questa complicata poetessa da più angolazioni.